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Si tratta dello spettacolo più "rodato" dell'orchestra essendo adatto a più contesti e passibile di modificazioni "adattative".
Si fonda sulla scrittura originale di una decina di brani i quali di volta in volta vengono eseguiti con delle modificazioni estemporanee dettate dall'uso massiccio di conduction.
Sono compresi anche alcuni brani di autori fonti di ispirazione per l'orchestra.
Alcuni estratti di questi brani sono ascoltabili nel sito, ed è di prossima uscita un cd intitolato appunto SUPERCOCLEA FOR NEW APES su SETOLA DI MAIALE records e RIZOMA PRODUZIONI, contenente 4 brani: Flowers for John, Strawberry mango (Art ensemble of Chicago), Eliogabalo #21106, Monsieur le coprophage
Composizione per piccola orchestra con solista e proiezione di video. Dedicato e ispirato al lavoro del surrealista francese Francis Picabia, è una composizione strutturata in 24 punti ed elaborata contemporaneamente a un video composto per metà da Sandro Crisafi e l'altra metà da Cristina Peraino, due giovani videoartisti uno vittoriese/bolognese e l'altra catanese/veneziana. L'orchestra è accompagnata dalla presenza significativa del solista al clarinetto Oreste Sabbadin.
... In memoria di Piede Grosso
Questo spettacolo è nato dalla collaborazione tra l'associazione RADAR di Vittorio Veneto e il nostro collettivo musicale.
La proposta era quella di scrivere e suonare una composizione appositamente per un ciclo di film western, proiettati all'interno di caratteristici borghi dei paesi attorno a Vittorio Veneto.
La nostra idea è stata quella di utilizzare frammenti della popolare musica da film western (Morricone e altri) per inserirli in una prospettiva pellerossa, fagocitati dall'incalzare dei tamburi e lasciati cadere sulle note malinconiche di chitarra elettrica, in modo da omaggiare la parte nascosta, il lato cattivo della grande e mitizzata epopea western.
Prima e durante l'esecuzione veniva letto questo testo estratto da un libro sulla battaglia di Wounded Knee.
Il capo indiano che guidò il gruppo dei Lakota massacrati a Wounded Knee.
Nel lontano 1890.
Nella luna quando l'erba diventa secca, quasi un anno dopo lo spezzettamento della Grande Riserva, un Miniconjou dell'agenzia del fiume Chejenne venne a Standing Rock a trovare Toro Seduto.
Si chiamava Orso che scalcia e portava notizie del Messia paiute, Wovoka, che aveva fondato la religione della Danza Degli Spettri. Orso che scalcia e suo cognato Toro Basso erano reduci da un lungo viaggio oltre gli shining Mountains alla ricerca del Messia. Avendo sentito parlare di questo pellegrinaggio, Toro Seduto aveva mandato a chiamare Orso che Scalcia per sapere qualcosa di più sulla Danza degli Spettri.
Orso che Scalcia disse a Toro seduto che una voce gli aveva comandato di uscire e di incontrare gli spiriti degli indiani che dovevano ritornare a abitare la terra. Sui vagoni del Cavallo di Ferro, egli e Toro seduto e altri nove Sioux avevano viaggiato lontano verso il luogo dove il sole tramonta, avevano viaggiato fino al Termine della ferrovia. Lì incontrarono due indiani che non avevano mai visto prima, che li accolsero come Fratelli e diedero loro carne e pane. Procurarono cavalli ai pellegrini ed essi cavalcarono per quattro soli finchè giunsero a un accampamento di Mangiatori di Pesce ( Paiute ) vicino al lago Pyramid nel Nevada. I Paiute dissero ai visitatori che Cristo era tornato sulla terra. Era Cristo che doveva averli chiamati lì, disse Orso che Scalcia ; era predestinato.
Dopo tre giorni di attesa, poco prima del tramonto, apparve il Cristo e gli Indiani fecero un gran fuoco per illuminarlo. Dopo un po' egli si alzò e parlò alla folla in attesa. " Io vi ho chiamato e sono felice di vedervi " disse. "Frà poco vi parlerò dei vostri parenti che sono morti e che se ne sono andati. Figli miei, voglio che ascoltiate tutto quel che devo dirvi. Vi insegnerò una danza e voglio che voi danziate. Tenetevi pronti a danzare e quando la danza sarà terminata, vi parlerò." All'inizio, egli disse, Dio fece la terra, e poi mandò il Cristo sulla terra a insegnare al popolo, ma gli uomini bianchi lo trattarono crudelmente, lasciando cicatrici sul suo corpo, e così egli se ne tornò in cielo. Ora era tornato sulla terra come un indiano e doveva rinnovare ogni cosa come era giusto che fosse e migliorarla.
Nella primavera seguente, quando l'erba sarebbe stata alta fino al ginocchio, il mondo sarebbe stato coperto da una nuova terra che avrebbe sepolto tutti gli uomini bianchi; la nuova terra sarebbe stata coperta di erba profumata, di acqua corrente e di alberi. Sarebbero tornate grandi mandrie di bisonti e di cavalli selvatici. Gli Indiani che danzavano la Danza degli Spettri sarebbero stati sollevati in aria e sarebbero rimasti sospesi lì mentre passava l'ondata di terra nuova e poi si sarebbero seduti fra gli spiriti dei loro antenati sulla nuova terra, dove sarebbero vissuti solo gli indiani. Nella primavera del 1890 i Sioux iniziarono a rappresentare la Danza degli Spettri nella riserva di Pine Ridge Aggiungendo nuovi simboli alla cerimonia originale di Wovoka. A giugno indossarono mantelli da spettri fattiDi tela di cotone dipinta di blu intorno al collo, decorati con uccelli del Tuono dai colori brillanti, archi e frecce Soli, lune e stelle…………….
Nella luna quando ai cervi cadono le corna, un centinaio circa di Hunkpapa in fuga , raggiunse l'accampamento Mininconjou di Piede Grosso vicino al torrente Cherry. Quello stesso giorno il dipartimento della Guerra emanò l'ordine di arrestare e imprigionare Piede Grosso.Piede Grosso partì con tutta la sua gente diretto a Pine Ridge, sperando che Nuvola Rossa potesse proteggerli dai soldati.Era quasi il crepuscolo quando la colonna del 7° cavalleria con Piede Grosso e la sua tribù avanzò lentamente sull'ultima altura e cominciò a scendere il pendio verso Chankpe Opi Wakpala, il torrente chiamato Wounded Knee. I volti degli indiani esprimevano tutta la loro rabbia, ma solo lo stregone, Uccello Giallo, protestò apertamente. Accennò a pochi passi della Danza degli Spettri, e intonò un canto sacro, assicurando i guerrieri che le pallottole dei soldati non avrebbero forato i loro indumenti sacri. "Le pallottole non andranno verso di voi " egli cantò in Sioux. "La prateria è grande e le pallottole non andranno verso di voi".
Testo tratto da: "Seppellite il mio cuore a Wounded Knee" di DEE BROWN . Oscar Mondadori.
Seconda collaborazione con l'associazione RADAR.
L'orchestra si è spezzata in quattro per musicare a turno lo stesso cortometraggio astratto e pieno di colore dell'artista tedesca Barbel Neubauer. Il cortometraggio intitolato Roots è stato di volta in volta accompagnato, contrastato, aiutato, sottolineato da 4 diverse visioni sonore.
Questa la presentazione diffusa in quella occasione:
L'ensemble improvvirusoundexperience presenta una lettura "gestaltico/sonora" di ROOTS di Barber Neubauer, divisa in quattro sezioni. La scissione strumentale dell'organico viene finalizzata
ad una perspicua ‘ trasduzione ‘ dello sfavillante cromatismo di B. Neubauer in energia sonora
veicolatrice di livelli o piani di significazione che permettono al fruitore di cogliere in modo
intelligibile un " colore / suono " che non sia mera rappresentazione icastica o inane sinestesia
estetica, ma vitale coagulo di centri di significazione in costante movimento/mutamento.
Composizione per 11 strumenti e voce recitante, in cinque tavole "cromofoniche "¹.
Il termine AUFBAU significa in tedesco, costruzione, e rappresenta in fisica la costruzione della configurazione elettronica degli atomi. Nel nostro caso quindi il dispiegarsi del brano, la sua costruzione appunto, permette agli elementi, sia compositivi che strumentali, di trovare spontaneamente la propria collocazione nella "tavola periodica" musicale.
E un altro tipo di tavola, colorata e dipinta, funge da supporto visivo per i musicisti. Attraverso i dipinti e la loro carica immaginifica il musicista può mettersi in relazione e dialogare con gli altri, in un percorso che vede come punto di partenza l'impressione visiva, come tappa intermedia la ricerca di una congiunzione sintetica tra colore, grafema e suono verso un approdo non definito e sempre in bilico tra forma strutturata e improvvisazione.
L'inferenza poietica si situa nel dispiegarsi del brano stesso dove viene esplicitato foneticamente ciò che ancora non è chiaro intellettivamente.
La dimensione improvvisativa su schemi cromatici (vere e proprie tavole proiettate), permette altresì di mettere in atto una concezione medianica dell'opera d'arte secondo cui l'artista, in questo caso musicista ma il discorso vale per tutto l'arco delle arti, non si trova nella posizione cosciente e volontaria in cui può esprimere le proprie intenzioni, ma al contrario "agisce alla maniera di un essere medianico che, dal labirinto al di là del tempo e dello spazio, cerca il suo percorso verso una radura".²
Dedicato al grande M.Duchamp, lo spettacolo, dinamico e avvincente, si situa all'interno di quelle sperimentazioni artistiche che pur mantenendo una volontà comunicativo-emozionale cercano di alzare la posta in gioco non rimanendo confinate nell'ambito, a volte asfittico, delle arti stesse, ma al contrario cercando di attingere a piene mani a linguaggi e ricerche di stampo scientifico.
² M.Duchamp, Il processo creativo